CHIUSI
CENNI STORICI
Le sue origini risalgono alla fine del II millennio a.C., quando sorsero sulle sue colline modesti villaggi di capanne abitate da pastori ed agricoltori. Grazie alla fertilità del suolo e alle vie di comunicazione naturali, terrestri e fluviali, con il nome Clevsin, fu una delle più importanti “lucumonie” etrusche.
Alla fine del VI sec. a.C. visse un momento di grande splendore grazie a Porsenna, così potente da occupare Roma e tenerla per un certo periodo sotto il suo dominio.
Nell’89 a.C. Chiusi divenne municipio romano e il suo nome fu latinizzato in Clusium. In epoca imperiale la città continuò a prosperare essendo un punto di transito sulla via consolare Cassia.
Dal II sec. d.C. fu un importante centro di diffusione del Cristianesimo, come testimoniano la Cattedrale di San Secondiano e le Catacombe di Santa Mustiola e Santa Caterina.
Sede di un importante ducato longobardo nei secoli successivi, fu poi contea carolingia.
In seguito varie cause portarono all’abbandono della viabilità lungo la valle e al progressivo declino della città: nel XVI canto del Paradiso dantesco si legge infatti: “Se tu riguardi Luni e Urbisaglia come son ite, e come se ne vanno diretro ad esse Chiusi e Sinigaglia…”
La rinascita di Chiusi fu favorita solo nel XVIII secolo con la completa bonifica della valle e con la costruzione della ferrovia.